Al giorno d’oggi tutti stanno prendendo sempre più consapevolezza che il benessere generale passa attraverso due fattori molto importanti:Stile di vita sano e Alimentazione bilanciata

Grazie a questo, se da un lato la percentuale di persone in sovrappeso o obese è molto elevato, dall’altro è sempre maggiore il numero di persone che cercano di correre ai ripari o prevenire il problema. In linea di massima lo si fa agendo sulla quantità di cibo che si introduce, diminuendolo, e sulla quantità di calorie che si bruciano, aumentando con l’attività fisica.

Questo è già un buon inizio, ma è molto importante prestare attenzione anche alla qualità dei cibi che si introducono e non solo alla quantità, poiché anche la qualità influenza il processo dell’accumulo di grasso corporeo. Uno dei processi principali, il principale a mio avviso, è quello che regola l’andamento dei livelli di glucosio nel sangue durante la giornata. Pertanto bisogna conoscere meglio i cosiddetti “picchi glicemici”, responsabili dell’accumulo di grasso corporeo in eccesso.

Cos'è il picco glicemico

Si definisce picco glicemico la massima quantità di zuccheri nel sangue che si registra in seguito ad un qualsiasi pasto, soprattutto quando apporta una quota di carboidrati!

Come si crea il picco glicemico

Quando si mangiano cibi contenenti carboidrati, questi vengono digeriti a livello gastrointestinali, trasformati in glucosio ed assorbiti. Nel momento in cui vengono assorbiti nel circolo sanguigno si registra l’innalzamento della glicemia (livello di glucosio nel sangue) e di conseguenza si identifica un “picco glicemico”.

Quali effetti ha il picco glicemico

Quando la glicemia si innalza, il nostro pancreas produce immediatamente l’ormone INSULINA con lo scopo di riportare i livelli di glucosio nel sangue a valori normali. Per fare ciò l’insulina agisce:

  • Favorendo l’utilizzo di glucosio in tutte le cellule dell’organismo
  • Stimolando la conservazione di glucosio in eccesso sotto forma di grassi (trigliceridi) nel tessuto adiposo
  • Impedendo la lipolisi (mobilizzazione dei grassi dai depositi) a causa dell’abbondante quantità di glucosio che rende inutile l’utilizzo di riserve energetiche
  • In definitiva, l’insulina, stimolata dai picchi glicemici, gestisce l’abbondanza di risorse energetiche, stoccando il glucosio sotto forma di grassi e bloccando l’utilizzo delle riserve.

Tanto più è “grande” il picco glicemico che si registra, tanto è maggiore la quantità di insulina prodotta che riporterà i livelli di glicemia a valori addirittura inferiori a quelli normali.

Questo rapido abbassamento ha due effetti sul nostro organismo:

  • gran parte del glucosio non viene utilizzato ma subito accumulato sotto forma di grassi nel tessuto adiposo
  • il ritorno troppo rapido a livelli di glicemia bassi rappresenta per l’organismo una situazione di carenza di carburante e quindi determina la sensazione di appetito, dunque l’assunzione ulteriore di cibo

In questo modo si viene a creare un circolo vizioso: più glucosio assorbo, più è alto il picco glicemico; più è alto il picco glicemico, più avrò bisogno di introdurre altro cibo in tempi brevi. Va da sé che questo porta ad un eccesso di introito calorico e ad un eccesso di accumulo di grassi.

Pertanto, se si impara a controllare il picco glicemico si può controllare quel fastidioso senso di fame che affligge molte persone e l'eccessivo introito calorico. Ma come poterlo controllare? Il modo principale è quello di scegliere cibi con indice e carico glicemico più basso (carboidrati integrali, frutta con buccia, verdure e legumi ricchi di fibre), che producono un minore innalzamento dei livelli di glucosio nel sangue e una minore risposta insulinica; accanto a questo metodo, facilmente applicabile da tutti, c’è la possibilità di utilizzare integratori specifici che siano in grado di agire:

  • Sulla digestione dei carboidrati
  • Sull’assorbimento dei carboidrati
  • Sulla modulazione del picco e dei conseguenti effetti